C’è una pizzeria, a Chiavari, molto diversa dalle altre. Perché non è solo una pizzeria: è un immenso, genuino, travolgente contenitore di passione per il Blasco. La storia trentennale di un amore in attesa di coronamento.

Logo Pizzeria Verdi a Tutto vasco

La “Pizzeria Verdi” sarebbe un meraviglioso case history di marketing se non fosse che, con le strategie di mercato, la storia di Vito Lizza e della sua famiglia nulla ha da spartire. “In passato ho subito qualche critica da parte di chi ha interpretato la mia passione come un escamotage per sfruttare il successo di Vasco. Non è così. Tutto è nato e proseguito in modo spontaneo”. Parole e musica dello stesso Lizza. E c’è davvero da crederci: perché senza una passione genuina e sincera, questo colorato, vivace (e dall’aria ancora un po’ paninara) angolo di Chiavari, in Corso Dante 70, vero e proprio museo dedicato al più grande mito italiano vivente, non sarebbe mai entrato a pieno titolo nella geografia del Blasco.

La storia ultra-trentennale della “Pizzeria Verdi – A tutto Vasco” non è di quelle che si scrivono a tavolino. “Io e mia moglie – racconta Lizza – la abbiamo aperta nel 1982, restituendo vita ad ambienti sfitti da 15 anni. Erano anni difficili, simili a quelli di oggi. Avevamo necessità di inventarci un lavoro e lo abbiamo fatto”.  Anche la passione per Vasco nasce nello stesso periodo. “Erano i primi anni ’80. Gli anni in cui al Juke Box potevi ascoltare 1000 volte di seguito Non l’hai mica capito. A trasmettermi l’infatuazione fu un mio amico, conosciuto sotto la naja. Da allora è stata un’escalation che ha fatto di Vasco la colonna sonora della mia, della nostra vita. Solo chi condivide questa passione può capire cosa intendo”.

Un’ escalation che ha scolpito i connotati al locale, oggi interamente disseminato di vinili originali, foto e memorabilia. Che ha portato, se non a cambiare denominazione alla pizzeria per il rispetto dovuto a Giuseppe Verdi, alla celebre addizione “A tutto Vasco”, risalente a fine anni 80. E’ lo stesso nome del blog della pizzeria, uno spazio interamente dedicato a Vasco Rossi ospitato su blogspot e gestito dal giornalista Marco Pagliettini. Una stella meritata, puntata sul petto, che ha portato con sé alcune critiche e molte soddisfazioni. “All’inizio siamo stati bersaglio dei detrattori di Vasco, di chi criticava il suo stile di vita, come se non si potesse amare un artista senza emularlo o esaltarlo a-criticamente, solo per le emozioni che regala la sua musica.  Proprio pochi giorni fa due ragazzi sono scesi apposta da Milano per venirci a conoscere. Avevano letto di noi cercando su internet informazioni sul concerto di Roma. E come loro molti altri, da tutta Italia, vengono a trovarci per condividere la loro passione per il Blasco”.

Però lui, Vasco Rossi, alla Pizzeria Verdi non ha ancora fatto capolino. La speranza di vederlo varcare la porta è ancora viva o, come dice una certa canzone, “forse non ci incontreremo mai”? “La speranza c’è, eccome. Lui è a conoscenza del nostro locale, anche perché abbiamo già avuto come ospiti Claudio Gallo Golinelli e Alberto Rocchetti, il Lupo Maremmano”.

Per ora Vito Lizza e figli si godono i loro cimeli, tutti esposti a beneficio del pubblico. Come un poster autografato dallo stesso Vasco, ottenuto attraverso un’amica di Zocca, e alcune foto tratte dalla mostra “Dove arriva quel microfono”, che lo stesso comune di Zocca ha organizzato nel 2005.

Certo, dopo 30 anni, i clienti frequentano la pizzeria anche per la…Pizza. “Se siamo aperti dal 1982 – ci ride su Lizza – immagino che la gente apprezzi anche le nostre schiacciate e le nostre pizze , non solo i loro nomi”. Pizza Jenny, Pizza Silvia, nomi tratti dal primo disco di Vasco, Sally. E la pizza del Blasco, a base di panna, prosciutto, salsiccia e curry. Sapori marcati, decisi, speziati. Come ogni immensa, genuina, travolgente passione che si rispetti.

Vai al sito ufficiale della Pizzeria Verdi a tutto Vasco

Vai alla pagina del blog “A tutto Vasco”

Vai alla pagina facebook del gruppo ufficiale della Pizzeria

Si ringrazia per le foto: Vera Cattoni Arte e Grafica

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