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Santa Mag Nr.7

Un lungo viaggio dal passato al presente. Dal circuito del Tigullio, dove nacque il mito di Tazio Nuvolari a Frank Sinatra e i suoi legami con Genova e con il Genoa Football Club, fino ai miti dei giorni nostri: la Langosteria, ad esempio, il marchio “cult” del fine dining che quest’anno spegnerà la sua seconda candelina in Riviera.

Sono solo alcuni assaggi dell’ultimo numero di Santa Margherita Magazine & Wonderful Tigullio, l’inserto trimestrale del Bacherontius edito da Tigulliana edizioni e dedicato alla Riviera e alle sue eccellenze. Un numero speciale, a partire dalle pagine, ben 84, merito anche di partnership sempre più numerose e di una fiducia crescente da parte delle aziende del Tigullio.

La rivista cartacea sarà distribuita sul territorio a partire dalla seconda metà di maggio, mentre la versione digitale è già disponibile online e raggiungibile dal sito web www.santamagazine.com. Buona lettura!

La cucina ligure è una cucina discreta, quasi esoterica, in cui gli ingredienti che decidono i sapori di un piatto e l’esito di quel meraviglioso dialogo che si tiene fra palato e memoria ogni volta che mangiamo, sono quasi segretati nei “ripieni”. Spesso fra questi ingredienti compaiono i funghi, come nella torta di riso, composto che hanno il merito di esaltare, o nella torta baciocca con le patate. Non c’è dubbio, i funghi sono davvero una delle quintessenze della nostra tradizione gastronomica, quella un po’ più selvatica, che suggella il rapporto fra la gente di Liguria e i suoi boschi. E quando non è stagione? Nessun problema: essicati e reidratati i funghi mantengono intatte tutte le loro proprietà nutritive e organolettiche. Ma andiamo con ordine: sveleremo il legame fra la cucina genovese e i funghi attraverso tre piatti di grande impatto ma di straordinaria semplicità.

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Funghi e patate

Partiamo dal legame elettivo fra funghi e patate, un connubio di terra in cui le patate vengono esaltate dall’aroma fungino e i funghi acquistano consistenza e sostanza grazie alle patate. Tempio del matrimonio, ca va sans dire, il forno. Testimoni di nozze, un trito di aglio e prezzemolo, sale e pepe e un filo di olio. Consiglio: coprite il tegame con un foglio di alluminio o carta da forno, e cuocete per 20 minuti a 220°.

“Tocco de funzi”

Già dal nome dialettale si capisce quanto ci siamo addentrati nella Liguria più profonda e verace. Premessa: la dicitura – che vorrebbe essere la traduzione di sugo – è un po’ impropria perché il “tocco”, in genovese, è il sugo di cottura di un bel pezzo di carne di vitello stufato. Ciò che, venendo appunto a contatto con la carne, ne assorbe gli umori e gli aromi. Ciò detto, il tocco de funzi è sicuramente uno dei condimenti più goderecci per i ravioli di prebugiun, proprio quelli alla moda del Tigullio, senza carne. Anche in questo caso, la preparazione è davvero elementare tanto quanto l’esito  sorprendente:

Fate rinvenire 40 gr. di funghi secchi  in poca acqua tiepida. In un tegame soffriggete 1 spicchio di aglio intero, che poi andrà rimosso, e una cipolla tritata con olio. Solo a rosolatura avvenuta unite i funghi. Dopo 5 minuti di cottura aggiungete 4 pomodori freschi, pelati e privati dei semi, quindi insaporite con sale, pepe e origano. Cuocete a fiamma dolce e a recipiente coperto per circa 30 minuti, mescolando di tanto in tanto.

Pescatrice con funghi

La terza ricetta mette a sistema i grandi valori del territorio ligure: i mari e i monti. Che, a queste latitudini, sono tutto fuorché in contraddizione. Ne è prova la pescatrice con i funghi, un secondo ricco e ideale per stupire i propri ospiti con una ricetta niente affatto improba.

Si parte come sempre dai funghi, 30 grammi, che vanno rinvenuti in acqua tiepida. E si passa ai tranci di pescatrice, da asciugare, infarinare, e far rosolare in casseruola con olio caldo, rigirandoli un paio di volte. Bene, il più è già fatto! Adesso unite i funghi e un trito di aglio e cipolla, lasciando soffriggere 5 minuti. E’ quindi la volta di un bicchierino di brandy, da far evaporare. Bagnate con un po’ di brodo vegetale, regolate di sale e pepe e continuate la cottura per altri 10 minuti. Tutto qui? Tutto qui! Buon appetito.

Fonte: www.perlasrl.it

Molti dei suoi clienti più affezionati erano già in allarme perché il 2018 sembrava poter essere un anno sabbatico. Invece, anche se con qualche settimana di ritardo, l’agognata riapertura ha avuto luogo e uno degli agriturismi più belli e prestigiosi della Riviera di Levante, “La Mela Secca”, è ritornato a servire le sue “crepes” di melanzane, le prelibatezze dell’orto, i rinomati ravioli e le sue impareggiabili frittelle di mele.




Nata trent’anni fa in un rustico sito al termine di Via Torre San Gioacchino a Santa Margherita Ligure, La Mela Secca è una creazione di Nando di Martino, vero e proprio deus ex machina di un marchio che ha promosso l’altro volto della cucina di Riviera, quello di terra.

Negli anni ’90 il nome ha spopolato per un lustro anche in Via per San Lorenzo, dove da quest’anno campeggia l’insegna del ristorante Cybo. Dopo il ritorno alle origini, da alcuni anni la Mela Secca ha trovato casa a poche centinaia di metri di distanza, nella vera e propria Torre di San Gioacchino, un antico edificio ecclesiastico di San Lorenzo della Costa con cappella annessa (dove fa bella mostra di sé un meraviglioso affresco del Paggi), ristrutturato e trasformato in agriturismo con camere e cucina, ideale anche per matrimoni ed eventi privati.

Genovese per vocazione e radici, impreziosita dall’abbondante uso di erbe aromatiche come l’origano, il timo e la maggiorana, la proposta della Mela Secca è esaltata dalla brillantezza di un’ispirazione napoletana che a Di Martino deriva dalle sue origini famigliari.

Non sorprende che l’agriturismo, ogni sabato sera, sia sempre sold out per la splendida vista mare che si gode dall’ampia veranda esterna,per la cremosità del patè da spalmare su pane casereccio, per i ravioli – dicevamo – ripieni di vero prebugiun, mistura di 14 erbe selvatiche, o per la qualità dei funghi, tipicamente accompagnati dalle patate al forno.




Non siete mai stati alla Mela Secca? Il consiglio è… Provatela, ricordandovi di prenotare il vostro tavolo ai numeri 0185.28.66.55 o 335.67.55.581. Maggiori informazioni sul sito web www.lamelasecca.com

Al debutto la velocissima 7 k.

Una formula consolidata, una macchina organizzativa che ha imparato a muoversi al meglio, una città che aspetta la data dell’evento per ammirare le proprie strade attraversate da corridori pronti a darsi battaglia per la vittoria finale. O, più semplicemente, da famiglie che vogliono vivere Chiavari in una veste diversa.




Sono questi gli ingredienti che fanno della Mezza Maratona uno degli appuntamenti più attesi del primo scampolo d’estate e un punto di riferimento per i runner del Nord-Ovest, dell’Emilia e della Toscana. Giunta alla quarta edizione, “firmata” ancora dai ragazzi di ASD Chiavari Tigullio Outdoor, la Mezza di Chiavari presenta pochi segreti ma diverse novità.

La data, innanzitutto: il cerchio sul calendario andrà tracciato in corrispondenza di Sabato 16 Giugno, quando – alle ore 20.00 in punto, in Corso Valparaiso – avrà luogo l’attesissimo via. Fra le conferme, il percorso ad anello, il tradizionale circuito che si snoda fra il lungomare, il lungofiume e il centro storico da ripetere tre volte. Fra le novità, invece, l’esordio della velocissima 7 k, una competizione che si affianca alla Mezza Maratona, alla staffetta 7 x 3 (con passaggio di testimone) e alla family run. Sono state rinnovate, anche per questa edizione, la partenership con “u4fit”, l’innovativa piattaforma di servizi agli atleti che offre gratuitamente piani di allenamento comodamente accessibili tramite App, e con Enternow.it, che gestisce le iscrizioni online.

Chi si iscriverà alla Mezza Maratona entro il 31 maggio potrà usufruire della quota ridotta di 25 euro. 452 i classificati nel 2017, con la vittoria andata al marocchino Tariq Bamaarouf col tempo di 1:13:36.

Tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.lamezzadichiavari.it o al numero 392.69.09.948

Per la città di Chiavari la riscoperta di una delle sue più illustri concittadine, Elena Bono, è diventato un vero e proprio punto d’onore. Il 2 giugno, nell’ambito del Festival della Parola, che ricorderà in vari modi tanto la scrittrice nativa della provincia di Latina quanto Michelangelo Antonioni e Giorgio Gaber, andrà in scena in anteprima nazionale “Mi sembrò che una voce”, inedito spettacolo teatrale rappresentato dal “Piccolo Teatro Orazio Costa” di Pescara e prodotto dal… Comune di Chiavari.




Si, avete letto bene. L’amministrazione comunale guidata da Marco di Capua ha deciso di sostenere concretamente un progetto di riscoperta di una grande scrittrice che, spiega il Sindaco stesso in una nota, “scelse la nostra città come seconda patria, una voce autorevole della letteratura del Novecento italiano non sempre valorizzata come il suo valore artistico meriterebbe”.




Diretto da Domenico Galasso, lo spettacolo è imperniato sul racconto breve Morte di Adamo, una delle narrazioni più intense e audaci della Bono, la cui interpretazione è affidata a Chiara Colizzi (foto sopra), già voce italiana di attrici del calibro di Nicole Kidman, Uma Thurman ed Emily Watson.

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