pesto genovese patrimonio unescoChe momento per la nostra gastronomia! Dopo l’ottenimento dell’indicazione geografica protetta da parte della focaccia al formaggio di Recco, è di questi giorni la notizia che il Pesto Genovese – quello fatto col mortaio, sia chiaro – potrebbe diventare Patrimonio Culturale dell’Umanità. L’idea di presentare la candidatura all’Unesco porta la firma dell’Associazione Palatifini, che da anni organizza il Campionato Mondiale di Pesto, e ha ottenuto il sostegno decisivo di Regione Liguria, Comune e Camera di Commercio di Genova.

«Abbiamo avuto contatti col Ministero, che inoltrerà la domanda all’Unesco – spiega Roberto Panizza dell’associazione Palatifini – ci sarà bisogno dell’appoggio di tutti i liguri, si tratta proprio di una bella avventura».

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Se a qualcuno una simile iniziativa può apparire esagerata, a favore dei richiedenti gioca il fatto che il pesto genovese al mortaio non è solo un cibo naturale di alta qualità e salubrità, ma anche la più importante e diffusa salsa verde di quella Dieta Mediterranea che patrimonio dell’ Unesco lo è già.

La procedura prevede la più vasta adesione possibile di enti pubblici territoriali e il massimo coinvolgimento delle comunità locali organizzate in istituti, gruppi o associazioni culturali.

In vista di Expo 2015 la Liguria gioca quindi una delle sue carte più alte, confidando sia in un ritorno mediatico per il proprio comparto agro-alimentare che in un circolo virtuoso di partecipazione sociale e culturale. Solo la notizia della candidatura ha scatenato l’interesse delle più importanti testate nazionali, segno che siamo davvero davanti a quella che Carla Sibilla, assessore al Turismo del Comune di Genova, ha definito “una vera e propria chiamata alle armi”.

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