annalisa panesiLa ragazza che vedete in foto si chiama Annalisa Panesi. Ha 29 anni, è esperta di editoria, è una blogger ed è, soprattutto, la creatrice di “Kymaera”, ambiziosa e innovativa casa editrice di Cogorno con due particolarità: la prima, che ci piace sottolineare, è che non chiede alcun contributo economico ai suoi autori; la seconda è che i suoi testi non sono reperibili nelle librerie tradizionali, ma scaricabili su e-reader da negozi on line come il celebre Kindle di Amazon. Kymaera è infatti una casa editrice digitale che pubblica solo e-book. Libri elettronici.

L’obiettivo di Annalisa e del suo staff? “Entrare a poco a poco in un mercato in continua espansione, rieditando in versione elettronica testi rari del passato non ancora digitalizzati, valorizzando giovani scrittori, cercando partnership con case editrici del nostro territorio non ancora approdate all’e-booking”.

Già, perché se il mercato del libro perde quota anno dopo anno, lasciando presagire un futuro molto fosco per chi opera nella filiera tradizionale, il settore dell’e-book è in costante crescita: conquista lettori e afferma via via un nuovo modo di concepire i mestieri della scrittura.

Annalisa, in Italia si legge sempre meno. Perché, secondo te, stiamo via via perdendo il piacere della lettura?
Nell’ultimo decennio siamo stati travolti da nuovi prodotti tecnologici, il tempo da dedicare alla cultura è andato diminuendo, le offerte di svago si sono ampliate e la lettura non è più vista come mezzo di conoscenza e di crescita. Viviamo in una società in cui conta più l’immagine che l’essenza, in cui dobbiamo avere tutte le risposte nel tempo di un tweet. E la lettura, soprattutto tra i giovani, sembra quasi un fantoccio da evitare.

Già, i giovani: come possiamo reinsegnargli il piacere della lettura?
La lettura deve essere un piacere, non un’imposizione. Deve saper attrarre, incuriosire e smuovere la fantasia. Ai ragazzi non bisogna imporre di leggere, ma bisogna far scattare quella molla che li spinge a prendere in mano un libro così come fanno con la Play Station. Questa molla è la curiosità, ma dobbiamo essere noi “grandi” i primi a trasmettere la passione ai più piccoli. Come ha detto lo stesso Ministro della Cultura Dario Franceschini alla Fiera del Libro di Francoforte, “dobbiamo fare sì che la lettura diventi un’attività sexy”.

Kymaera edizioni non “fabbrica” libri ma e-book. In che modo possono convivere due prodotti tanto simili da essere due modi di vivere la stessa esperienza, eppure così diversi?
In Italia si fa sempre fatica ad abituarsi alle novità tecnologiche. Forse perché siamo tradizionalisti, forse perché siamo culturalmente pigri. Sta di fatto che l’e-book è ancora visto come un nemico del libro “classico”. In realtà E-book e libro cartaceo non solo possono convivere, ma sono facce (belle) di una stessa medaglia. L’e-book ha grande il vantaggio di essere meno costoso e archiviabile insieme ad altre centinaia di libri digitali in un lettore facile da portarsi appresso, il libro cartaceo ha quell’aurea quasi magica che crea la sua fisicità, l’odore della carta stampata e il gusto di girare le pagine con il fiato sospeso, vedendo che si sta per girare l’ultima. L’e-book può dare più visibilità al cartaceo, il cartaceo può dare “importanza” all’e-book.

Kymaera nasce nel cuore del Tigullio: per una casa editice digitale e quindi potenzialmente globale, quello col territorio sarà un rapporto accidentale e occasionale o costitutivo della vostra identità editoriale?
Il legame con il nostro territorio non solo è importante, ma fondamentale per la nostra crescita. Qui siamo nati, qui abbiamo deciso di fondare le radici della nostra attività. Crediamo fortemente nella possibilità di dare voce alla cultura delle nostre terre. Lo abbiamo fatto pubblicando un libro sugli orologi solari di Camogli, La Via delle Meridiane di Bruno Malatesta, lo faremo a dicembre con la pubblicazione in digitale del libro già edito in cartaceo da Gammarò, “Memorie di Futuro” di Paolo Passano, cuoco e titolare dell’agriturismo La Bilaia di Lavagna, un saggio sulla tradizione agroalimentare della sua città. E speriamo di aggiungere tanti altri progetti “locali” al nostro catalogo.

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