paolo passanoC’è più di una ragione per cui aver superato i trenta è meglio che appartenere alla generazione dei “millennial”. Una è questa: chi è nato negli anni ’70 ha conosciuto (seppur in versione crepuscolare) quel mondo contadino e vernacolare oggi un po’ pelosamente rimpianto dai media main stream.

E’ difficile, forse impossibile, calcolare il valore della perdita di questo Mondo – “sostenibile” non solo a parole, duro e impietoso ma anche sincero e libero – seppellito sotto la società dei consumi e dello spettacolo ma soprattutto sotto colate di cemento che recano con sé due gravi problemi: non drenano l’acqua piovana, con conseguenze poco rassicuranti per chi abita a valle, e sono elementi estranei alla montagna, abbandonata a un infausto destino fatto di frane e smottamenti.

Per questo, di fronte ai fenomeni alluvionali a cui stiamo assistendo in modo sempre più massiccio, ma anche di fronte a una crisi prima etica e culturale che economica, un libro come “Memorie di futuro” non può che essere accolto come si accoglierebbe una traccia, un indizio, una proposta di percorso seria e fattibile, in un momento di grave disorientamento.

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E che “Memorie di futuro” non sia il testamento di un anziano ma il primo frutto maturo della ricerca di un giovane uomo, non può che accrescere la speranza in un domani in cui creatività e innovazione non debbano essere più contrapposte a continuità e tradizione come avvenuto a partire dagli anni ’60 del secolo scorso.

Lui, lo scrittore, si chiama Paolo Passano ed è il titolare dell’Agriturismo “La Bilaia” di Lavagna. Già uscito per la Gammarò Editore, il libro è stato digitalizzato dalla Panesi edizioni di Cogorno. La passione che l’autore nutre per la tradizione locale è concreta come la terra e nasce proprio dal contatto con un elemento che Paolo Passano ha conosciuto nell’originale conformazione delle colline lavagnesi: “Lavagna è la mia città, da sempre vivo qui, ho studiato qui e oggi ci lavoro. Sono attaccato alla mia terra e credo sia un dovere conoscerla meglio, anche se per me è un piacere. In questo caso ho unito l’utile al dilettevole: lavoro e piacere, splendido matrimonio!”.

E in una società che invita a cercare se stessi nelle forme del viaggio, forme che in realtà nascondono spesso il desiderio di fuga e distacco, Passano invita a interrogarsi su cosa ci sia dietro l’angolo di casa propria “prima di voler conoscere l’America”.

Memorie di futuro serve esattamente a questo: a scoprire e recuperare i tratti salienti di un mondo contadino di cui poco resta o di cui, per il principio di relatività, poco ancora si vede. Il suo lavoro fornisce un importante contributo al superamento dell’oblio da modernità, ricostruendo il calendario festivo contadino e frammenti della gastronomia locale che ispirano le coltivazioni e la cucina di terra e di mare dell’Agriturismo “La Bilaia”, una delle poche realtà a fregiarsi del marchio di qualità “Antichi ortaggi del Tigullio”, rilasciato dalla Camera di Commercio a tutela di cinque tradizionali produzioni orticole: il broccolo lavagnino, la cipolla rossa genovese, la gaggetta, la melanzanina genovese e la radice di Chiavari. Nomi che ai più dicono poco o nulla, forse. Almeno per ora. Almeno fino a quando la memoria del futuro nostro e del nostro territorio non si sarà definitivamente risvegliata.

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