Non capita tutti i giorni di accompagnare la cena in un agriturismo con una vista mozzafiato sul Golfo del Tigullio e la possibilità di visitare una cappella seicentesca, ricca di stucchi d’epoca e prestigiosi dipinti.

Un’esperienza di questo livello vi attende a “La Mela Secca” di Santa Margherita Ligure, marchio che da trent’anni è garanzia di emozioni applicate al palato, alimentate dalla maestria dello chef “Nando” Di Martino.

Sia nella sede originaria di Via Tre Scalini, sia in quella intermedia di Via per San Lorenzo, sia nella nuova location di Torre San Gioacchino, ex colonia estiva di religiose risalente al XVII secolo, “La Mela Secca” rappresenta un punto d’approdo per gli amanti dei veri ravioli di prebuggiun e di alcune leccornie che uniscono la tradizione della Riviera di Levante all’estro della cucina campana, a cui Di Martino deve in parte le sue origini e la sua formazione.

Patè di fegato di vitello da spalmare su pane casereccio, funghi e verdure di stagione pastellate, involtini di melanzana, tagliate di filetto e il dolce “cult”, le mele fritte, vi aspettano per regalarvi un’immersione in straordinari sapori della nostra terra nella sua versione più genuina e sincera.

Sul nuovo sito dell’Agriturismo, che al ristorantino tipico ospitato in un giardino fra fasce terrazzate e rigogliosi uliveti unisce anche il Bed&Breakfast (all’insegna di un vero e proprio “soggiorno in Paradiso”), compaiono  alcune curiosità storiche: l’origine del nome “La Mela Secca” e le indispensabili notizie sul sito di Torre San Gioacchino, inserito in un percorso storico e culturale che legittima l’aspirazione del Tigullio a scommettere non soltanto su sole, mare e cucina, ma anche su tesori artistici di elevata fattura e sulle suggestioni che condussero poeti, artisti e filosofi a intuizioni straordinarie. Intuizioni – vedi lo Zarathustra di Nietzsche –  che sono parte, oggi, della nostra identità culturale.

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