navi crociera veneziaMotori turistici o mostri galleggianti? Opportunità di fare buoni affari o minacce per l’ambiente? Le navi da crociera finiscono ancora sul banco degli imputati. E no, questa volta la Costa Concordia non c’entra. Non direttamente, almeno.

A far parlare dei giganti del mare è il FAI, che fino al 28 settembre ospiterà a Milano (in collaborazione con Fondazione Forma per la Fotografia Contrasto), nei locali di Villa Necchi Campiglio*, la denuncia in 27 scatti di uno dei più grandi fotografi viventi. Nativo, per inciso, di Santa Margherita Ligure. Parliamo di Gianni Berengo Gardin. Parliamo, soprattutto, della sua battaglia artistica contro le grandi navi nel Canale della Giudecca di Venezia.

La location della mostra non è casuale: il piano terra di Villa Necchi Campiglio viene scelto, si legge in una nota del FAI, “affinché le immagini possano stridere rispetto al contesto, irrompendo nell’atmosfera raffinata della casa”. E restituire, in questo modo, la sensazione di straniamento che provoca la vista di una nave da crociera a Venezia. “L’ ennesimo, eclatante, episodio nella trasformazione della città in una mera immagine da cartolina  – secondo Gardin – E un grave pericolo per uomini ed edifici”.

Il problema delle navi da crociera, però, non interessa solo il capoluogo veneto. Il tema è diventato di attualità dopo il naufragio della Costa Concordia. Due anni fa l’allora governo Monti aveva varato il detto decreto “rotte”, firmato dai ministri all’ambiente Corrado Clini e dello sviluppo economico Corrado Passera per tenere lontane le grandi navi dalle zone sensibili ed evitare così nuove tragedie.

Il provvedimento aveva avuto conseguenze rilevanti soprattutto sul Tigullio: i nuovi limiti di transito vicino all’Area Marina Protetta, seppur corretti da una disposizione della Guardia Costiera, hanno infatti dimezzato gli approdi a Portofino, con grave disappunto di Sindaco e Giunta. Troppa,  secondo alcuni armatori, la distanza della zona di fonda dalla costa per poter trasportare i passeggeri in tender. A qualcuno, invece, è andata meglio. E’ il caso della vicina Santa Margherita Ligure, dove nel 2013 il Comune ha incassato, dagli oneri di sbarco, più di 150 mila euro per 40 navi.

E a Venezia? Né divieti né soluzioni integrative sembrano aver spezzato l’invasione. Per questo la mostra di Gardin, che esprime tutta la sofferenza dell’artista nel vederla “stuprata da orde di turisti e assediata da giganti mostri di ferro e vetro”, restituisce vigore a un dibattito più aperto che mai. Anche sull’inquinamento causato da queste città galleggianti. Che, si calcola, sia pari a quello di circa 14 mila automobili.

Come leggere, allora, l’avvento sul mercato turistico delle grandi navi? Come un segno di grandezza dell’ingegno umano e un capolavoro di marketing? Oppure come l’ennesima bomba ecologica e il rischio costante di vedere sfregiati splendidi patrimoni dell’umanità?

L’unica certezza è che questi giganti del mare continueranno a far discutere e a dividere, anche nel Tigullio, chi vede in essi un’occasione di business e chi un rumoroso via vai di turisti di scarsa rilevanza per l’economia locale.

*Villa Necchi Campiglio è in via Mozart 14 a Milano. La mostra è aperta al pubblico da mercoledi a domenica, dalle 10 alle 18.

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E infine:

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