Ci siamo. Anche quest’anno CIV (Consorzio “Ci Vediamo in Centro a Chiavari…Dal 2008) e ASCOM vi aspettano a Chiavari il 13 e il 14 agosto nelle vie del centro, il 15 e 16 sul Lungomare – per rivivere insieme la magia dello “Sbarassu” estivo, l’ormai ultraventennale evento dedicato allo shopping d’occasione.

Ma in quanti ricordano – oggi – dove, come e perché questa iniziativa diffusa in tutta la Riviera venne alla luce? A pochi giorni dalla nuova edizione, una breve storia risponde alle curiosità su un argomento ormai oggetto di “amarcord”.

Correva infatti il lontano 1993, Chiavari era quella di ora, una bella cittadina affacciata su un lembo di Mar Ligure dai ritmi particolarmente lenti – “slow” secondo la moda del nuovo millennio. Era un giorno come tanti del mese di agosto. L’agosto di un’estate molto calda, simile all’attuale. La nostra storia inizia proprio al termine di questa giornata, con una manciata di commercianti, una quindicina in tutto, che tirata giù la fatidica serranda salirono le scale del civico 32 di Corso Garibaldi.

Di cosa era in uso parlare, allora, fra negozianti? Forse i più giovani si stupiranno, ma già nel 1993 la parola all’ordine del giorno era “crisi”. Anche se meno rapidi e tecnologici dei nostri anni, i ’90 portarono a compimento notevoli cambiamenti nei costumi e nelle abitudini degli italiani. E i fantasmi che allora turbavano i sogni dei commercianti non erano poi così diversi da quelli del 2015. Erano, tanto per dire, gli spettri di una grande superficie di vendita che, si diceva, avrebbe potuto insediarsi proprio nei paraggi di Chiavari. A Carasco, forse.

Pungolata da questi stimoli, la serata divenne propizia all’immaginazione, che prese piede e iniziò a galoppare libera, fluendo fra i discorsi di quel manipolo di chiavaresi intenzionati a concepire qualcosa che per l’affezionata clientela potesse essere un vero e proprio evento.

Caso vuole che fra quei quindici commercianti fosse presente anche il titolare di uno storico maglificio. A volte la decisione, coraggiosa, di alzare la mano per condividere un’idea – possa essa apparire azzardata o no – cambia la storia, sia quella con la S maiuscola che la piccola storia: quella delle città e dei loro abitanti. Per questo le principali multinazionali, soprattutto quelle che hanno cambiato il mondo, applicano da anni, con risultati che sarebbe banale elencare, il “brainstroming”.

Il “nostro” negoziante prese così la parola e iniziò a raccontare. Disse che da qualche parte, nell’altra Riviera, l’attività dei negozi veniva trasferita in strada per un’intera giornata, proprio come doveva avennire nel diciannovesimo secolo quando i locali erano semplici magazzini e l’esposizione avveniva sul marciapiede, in mezzo al brulichio della città.

Boom. L’idea iniziò a prendere forma in un susseguirsi di ipotesi, riflessioni, scetticismo e incertezza. Ai più, la formula apparve vincente: era semplice, non comportava investimenti di grande entità, era inclusiva, realizzabile da tutti e nuova. Per renderla ancora più appetibile, si scelse di dedicare questa giornata agli “affari”, merci invendute e offerte a prezzo d’assalto, una vera e propria caccia ai tesori nascosti nei fondi di magazzino.

Era fatta. “U sbarassu” – scritto in modo che la grafia ricalcasse la pronuncia, dimenticando per una volta le regole comunemente in uso nell’amata lingua genovese – era ormai nato. La voce circolò rapidamente, e al culmine di un grande lavoro preliminare ottanta “pionieri ” si lanciarano coraggiosamente nell’edizione zero.

Il risultato fu sotto gli occhi di tutti: il centro si gremì di clienti alla ricerca di oggetti “perduti” o di semplici curiosi attratti dalla folla, che poterono ammirare Chiavari in una veste diversa. Una veste che funzionava e piaceva. A Chiavari e non solo, visto l’incredibile numero di repliche che da allora, in tutte le località del Tigullio, si sono via via indette.

Si era dimostrato che quando i piccoli commercianti si riuniscono, parlano e immaginano insieme nuove occasioni di vivere la loro città, nessuna sfida – sia essa lanciata dalla crisi o dall’apertura di nuove grandi superfici di vendita – è impossibile da vincere.

Di quella sfida, fra pochi giorni, ricorre una nuova replica, e l’appuntamento è doppio. Il 13 e il 14 agosto U Sbarassu vi aspetta nelle vie del centro, il 15 e 16 sul lungomare. Non solo: il 13 agosto i negozi saranno aperti anche in orario serale! Che la caccia al tesoro abbia inizio e che la magia, ancora una volta, possa ripetersi.

Fonte: Sito web Civ Chiavari

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